Obiettivi

Dall’incontro delle esigenze istituzionali in materia di sorveglianza e dell’offerta dell’industria aeronautica si è concretizzata l’idea progettuale di un sistema di sorveglianza del territorio basato su velivoli unmanned che è qui identificato con l’acronimo SMAT. Il progetto nel suo complesso prevede la realizzazione e l’industrializzazione di un prodotto in un orizzonte temporale stimato di sette anni, che si concretizzerà attraverso una successione di fasi distinte, ognuna caratterizzata da obiettivi concreti.

SMAT-F1 è la prima fase di questa proposta progettuale di ampio respiro indirizzata a realizzare un Sistema di Monitoraggio Avanzato del Territorio. SMAT F1 è stato finanziato dalla Regione Piemonte, organizzato dalla Finpiemonte e promosso attraverso il Comitato Promotore del Distretto Aerospaziale Piemontese; è, inoltre, co-finanziato attraverso fondi Europei per gli sviluppi regionali nell’ambito del programma operativo 2007/ 2013.

Il progetto SMAT nel suo complesso si propone di studiare e dimostrare un sistema di sorveglianza a supporto delle fasi di prevenzione e di controllo di una vasta gamma di eventi, ad esempio, alluvioni, incendi, frane, traffico, urbanistica, inquinamento e coltivazioni, che opererà integrato nelle strutture organizzative già predisposte a livello istituzionale o commerciale e sarà in grado di fornire informazioni puntuali e aggiornate alle autorità preposte alla gestione di tali eventi o ad altra tipologia di utenza finale.

Il progetto attuale SMAT-F1 sarà invece la prima fase del progetto complessivo.
SMAT-F1 sarà focalizzato sulla dimostrazione dell’utilizzo integrato delle tre piattaforme UAV all’interno di uno scenario operativo primario, rilevante per la Regione Piemonte.

Gli obiettivi di SMAT-F1 possono essere riassunti come di seguito:

  • definire i requisiti di un sistema di sorveglianza basato su UAS, multipiattaforma, modulare e scalabile a diverse tipologie di scenario, missione ed utenza finale;
  • progettare e sviluppare la Stazione di Supervisione e Coordinamento (SS&C) che sarà il nodo centrale dell’architettura di SMAT e consentirà agli operatori di ricevere informazioni dagli UAS per la specifica missione/task, fornire supporto all’elaborazione dei dati e diramare specifiche richieste da parte degli operatori agli UAS interessati;
  • integrare le diverse stazioni di controllo delle piattaforme UAV con quella di supervisione e coordinamento, in modo da assicurare una gestione del sistema nel suo complesso efficiente ma non appesantita dagli aspetti operativi di comando, controllo e gestione payload delle singole piattaforme UAV;
  • dimostrare l’operatività del sistema nel suo complesso su uno scenario/missione rappresentativo, compatibile con le risorse messe a disposizione in questa prima fase, operando in modo sinergico ed integrato le piattaforme UAV, ma non necessariamente contemporaneo, in funzione anche dello scenario/missione scelto.

In SMAT-F1 saranno utilizzate tre diverse piattaforme con una logica a tiers, cioè sistemi che operano a diverse altitudini e con diverse prestazioni in termini di velocità e persistenza:

  1. Il Molynx, - sorveglianza di aree vaste ad alta quota ed elevata velocità;
  2. il Falco, monitoraggio a quote medie (sopra/sotto la copertura nuvolosa) e media velocità di aree circoscritte, intervento tempestivo/capacità di sorveglianza puntuale;
  3. il D-Fly, avvicinamento/stazionamento tempestivo a bassissima quota e velocità su di una zona critica “puntuale”, raccolta di dati ad alta risoluzione.

Sono previsti come stazioni di controllo:

  1. GCS - controllo/pianificazione rotta dei velivoli; dati operativi trasmessi direttamente dalle GCS alla SSC;
  2. SSC – stazione di elaborazione dati / immagini / video da inviare ai centri operativi;
  3. Centri Operativi – stazioni operative presenti sul territorio.

Inoltre, il segmento aereo dovrà prevedere di integrare e operare diversi payload costituiti sia da sensori, operanti in alcuni casi in modo contemporaneo, sia da sistemi di comunicazione in grado di gestire in modo efficiente una rete locale in caso di emergenza.

I payload che si prevede di considerare in funzione delle applicazioni previste sono:

  • telecamere operanti alle lunghezze d’onda del visibile per la sorveglianza durante il giorno,
  • telecamere operanti alle lunghezze d’onda dell’infrarosso per la sorveglianza durante il giorno e di notte,
  • radar con modalità SAR (Synthetic Aperture RADAR) da utilizzare quando gli altri sensori non sono in grado di operare o per acquisire informazioni complementari a quelle acquisite dai sensori ottici e infrarossi.

  Regione Piemonte